Blog - Tutela del Risparmio

Bring to the table win-win survival strategies to ensure proactive domination. At the end of the day, going forward, a new normal that has evolved from generation.
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La trasparenza bancaria è un argomento di cui sentiamo molto parlare ultimamente.

Il nostro obiettivo come consulenti finanziari indipendenti è quello prima di tutto di rendere il nostro cliente più consapevole rispetto ai cambiamenti economici mondiali in atto.

Questa è una delle tante filosofie con cui lavoriamo ma se davvero vuoi scoprire il nostro modus operandi leggi questo.

Se invece pensi che noi siamo consulenti come gli altri allora leggi questo articolo per scoprire la differenza tra consulenti indipendenti e abilitati all’offerta fuori sede.

Perché una disciplina di “Trasparenza”?

Cosa si intende quando si parla di “trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”?

Sono un insieme di regole volte ad assicurare ai clienti un’informazione che deve avere le seguenti caratteristiche:

  • corretta e precisa;
  • chiara e quindi con un significato univoco;
  • esauriente e quindi che sia completa in tutte le parti;
  • che agevoli la comprensione delle caratteristiche, dei rischi e dei costi dei prodotti finanziari offerti
  • che consenta la facile confrontabilità con altre offerte.

Può accadere infatti che la documentazione elaborata dagli intermediari, sebbene completa nei contenuti, risulti difficile da leggere e capire.

Questo accade soprattutto se si è poco esperti di credito o finanza infatti:

  • la quantità di informazioni fornite è tanta;
  • è ovviamente presente un linguaggio settoriale non sempre facilmente comprensibile.

Le disposizioni di trasparenza si applicano all’acquisto di prodotti bancari e finanziari tradizionali

Questi potrebbero essere ad esempio conti correnti e altre forme di deposito, finanziamenti, strumenti di pagamento.

Inoltre, le disposizioni di trasparenza si applicano in ogni fase del rapporto tra intermediario e cliente:

  • nella fase precontrattuale;
  • nella fase di stipula del contratto (documento di sintesi, forma dei contratti);
  • nella post-contrattuale, ossia la relazione tra intermediari e clienti (documentazione periodica, gestione del contenzioso).

La fase precontrattuale è quella che precede la sottoscrizione del contratto e comprende i seguenti documenti:

  • documento sui diritti del cliente e foglio informativo;
  • diffusione di indicatori sintetici di costo;
  • prevenzione del contenzioso attraverso presidi organizzativi.

La fase di stipula del contratto invece prevede il documento di sintesi e la forma dei contratti.

Mentre la fase post-contrattuale è quella relativa alla vera e propria relazione tra intermediari e clienti ed è composta da:

  • documentazione periodica;
  • gestione del contenzioso.

Cosa fornisce la trasparenza bancaria a livello Europa?

L’esercizio annuale di trasparenza offre ai cittadini europei una grande quantità di informazioni sulle banche nella zona euro.

Comprende aspetti quali posizioni patrimoniali, esposizione al rischio sovrano, qualità delle attività ed esposizione ad altri rischi.

I risultati saranno pubblicati insieme al Rapporto di valutazione dei rischi dell’EBA (RAR).

Secondo l’Autorità bancaria europea, “è una componente importante della responsabilità dell’EBA nel monitorare i rischi e le vulnerabilità e promuovere la disciplina di mercato”.

I dati sull’esposizione sovrana saranno migliorati con informazioni aggiuntive sugli esercizi di trasparenza degli anni precedenti.

L’EBA analizzerà i dati relativi a dicembre 2017 e giugno 2018, con risultati che dovrebbero fornire più informazioni rispetto alle occasioni precedenti.

Conclusioni

La verità purtroppo è un’altra come capiterà anche a voi la rendicontazione è in ritardo per molti intermediari.

Inoltre, sarete sommersi da una valanga di fogli che, ovviamente non verranno letti dai più.

Qualora venissero letti il linguaggio è così astruso che di difficile comprensione per il lettore.

Se volete rimanere informati rispetto alla campagna relativa alla lettura GRATUITA della vostra rendicontazione seguiteci su Facebook.


26 Giugno 2019
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Come posso dormire meglio la notte?

Dormire meglio può influenzare direttamente la tua salute mentale e fisica.  

Se è vero infatti che i debiti possono impedirti di dormire, non solo i problemi finanziari possono impedirlo.

Per altro se hai dei debiti, leggi questo articolo che ti insegna come liberartene.

Tendiamo a darlo per scontato ma va precisato che il modo in cui ti senti durante le ore di veglia dipende spesso da quanto dormi bene la notte.

Abitudini diurne e scelte di vita non salutari possono non farti dormire bene.

Questo può influenzare negativamente il tuo stato d’animo e la tua salute.

Con i seguenti suggerimenti, puoi goderti un sonno migliore durante la notte.

Sincronizza il tuo ciclo del sonno per dormire meglio

Essere in sincronia con il naturale ciclo sonno-veglia del corpo o con il ritmo circadiano è una delle strategie più importanti per dormire meglio.

Regolarizzare il ciclo ti farà sentire meglio rispetto a quando dormi lo stesso numero di ore in momenti diversi.

Quindi, cerca di andare a dormire e alzarti alla stessa ora ogni giorno.

Questo aiuta a impostare l’orologio interno del tuo corpo e ottimizzare la qualità del tuo sonno.

Evita inoltre, di dormire di più nei fine settimana.

Se hai bisogno di fare tarda notte, opta per un pisolino diurno piuttosto che per dormire di più di notte.

Ciò ti consente di ripagare il debito del sonno senza disturbare il tuo naturale ritmo sonno-veglia.

Mentre sonnecchiare è un buon modo per recuperare il sonno perduto, quindi. Se invece hai difficoltà ad addormentarti di notte, fare un pisolino può peggiorare le cose.

Limita i sonnellini a 15 a 20 minuti nel primo pomeriggio.

Inoltre, cerca di combattere la sonnolenza dopo cena.

Se cedi alla sonnolenza, puoi svegliarti più tardi nella notte e avere problemi a rimettersi a dormire.

Migliora le tue abitudini alimentari

 

Le tue abitudini alimentari diurne hanno un ruolo nel modo in cui dormi, soprattutto nelle ore prima di andare a dormire.

Principalmente devi limitare:

–           la caffeina;

–          la nicotina.

Può sorprenderti ma la caffeina può causare problemi di sonno fino a dieci a dodici ore dopo averla bevuta!

Allo stesso modo, il fumo è un altro stimolante che può disturbare il sonno, soprattutto se si fuma vicino al momento di coricarsi.

–          Evita i pasti abbondanti di notte.

Inoltre, i cibi piccanti o acidi possono causare problemi di stomaco e bruciore di stomaco.

–          Evitare l’alcol prima di dormire.

Sicuramente un bicchierino può aiutarti a rilassarti ma, interferisce con il ciclo del sonno.

Evitare di bere troppi liquidi la sera. Può sembrare scontato, ma bere molti liquidi può comportare frequenti viaggi in bagno per tutta la notte.

–          Riduci i cibi zuccherati e i carboidrati raffinati.

Mangiare un sacco di zucchero e carboidrati raffinati come pane bianco, riso bianco e pasta durante il giorno può innescare la veglia di notte e tirarti fuori dalle fasi profonde e ristoratrici del sonno.

La tua vita reale per noi conta! Guarda:

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12 Giugno 2019
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Obbligazione Tasso Misto CDP 2026: Raschiando il fondo del barile.

A partire dal 10 giugno e fino al 21 giugno, è possibile sottoscrivere una obbligazione in euro della durata di 7 anni:

  • i primi due anni paga un tasso fisso annuo del 2,70%;
  • dal terzo anno in poi un interesse variabile indicizzato al Tasso Euribor 3 mesi1 + 1,94%;
  • la frequenza delle cedole è trimestrale;
  • la tassazione sugli interessi è pari al 12,50%, in quanto l’emittente è la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. a controllo pubblico.

L’azionariato è così suddiviso:

  • 1,30% Azioni proprie;
  • 15,93% Fondazioni bancarie;
  • 82,77% Ministero Economia e Finanze (MEF).

In questo caso, l’emissione può essere acquistata sul mercato primario, sottoscrivendola al momento in cui vengono offerti per la prima volta al pubblico.

In un momento successivo alla loro emissione sarà possibile comprarli o rivenderli sul mercato secondario.

Il mercato secondario è il M.O.T. ovvero il mercato obbligazionario telematico di Borsa Italiana.

È diventato oneroso per le banche collocare obbligazioni di taglio piccolo infatti, la maggior parte vanno dai 100.000 euro in su.

Ciò rende particolarmente interessante questa emissione, soprattutto nel caso di portafogli non esposti eccessivamente sul debito pubblico nazionale.

È possibile prenotarla presso molte banche italiane, presenti nell’elenco a pagina 21 del prospetto informativo disponibile sul sito indicato qui.

Breve excursus sulle obbligazioni

Quando si valuta un’obbligazione come in questo caso, bisogna considerare bene quanto segue:

  • Rischio di interesse: minimo in quanto con gli attuali bassi rendimenti, è allettante il fisso pari al 2,70% per i primi due anni e indicizzato per i successivi cinque anni, quindi piuttosto sicuro da questo punto di vista;
  • Rischio di credito: la nota dolente in questo periodo, essendo lo stesso dei Titoli di Stato italiani, il cui rating assegnato dalle tre maggiori agenzie statunitensi è:

– Moody,s Baa3 con Outlook Stabile;
– Standard&Poor’s BBB con Outlook negativo;
– Fitch BBB con Outlook negativo.

  • Rischio di liquidità: anche qui minimo in quanto l’ammontare emesso previsto di 1.000.000.000 (un miliardo) di euro, indica che il mercato secondario sarà piuttosto liquido.
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Se volete capire cosa siano le obbligazioni, da quali tipologie di rischio siano caratterizzate e quali siano le tipologie potete leggere i precedenti articoli.

Comparables di questa obbligazione

Osserviamo ora quali possono essere le alternative già quotate sul mercato secondario sia come durata, sia come tipologia.

Pur considerando tutte le possibilità, non vi sono molti titoli comparabili per taglio, tipologia e merito di credito.

L’unica scelta è caduta sul CCT con scadenza 15/09/2025 attualmente quotato 90,80.

Da un lato possiamo evidenziare una modesta preferenza per l’obbligazione CDP che ad oggi avrebbe un rendimento lordo dell’1,95%, leggermente superiore al rendimento del CCT, risparmiando inoltre sulle spese di intermediazione sul mercato.

Dall’altro, per chi abbia delle minusvalenze da compensare (ciò avviene spesso), il CCT in virtù della bassissima attuale cedola, si presta bene allo scopo.

Concludendo, l’unico problema può essere rappresentato dal cosiddetto “Rischio Italia”.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su ADUC.


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A preoccupare Conte è capire quale sarà il futuro dell’Italia: il primo ministro italiano lancia un vero e proprio ultimatum ai vice.

Lega e Movimento 5 Stelle sono dunque esortati a raggiungere quelli che sono gli obiettivi fissati in campagna elettorale e nel programma di governo.

Le ultime news su quale sarà il futuro dell’Italia.

Per l’Italia si prospetta un futuro molto preoccupante: indiscrezioni da Bruxelles lasciano intendere male.

Solo nello scorso articolo avevamo parlato del risultato di queste Europee del 2019. Ancora una volta però non si smette di parlare di rapporti complicati tra Europa e Italia.

Italia verso la procedura di infrazione

Emerge dall’ultima riunione dei capi di Gabinetto che Bruxelles conferma la necessità di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia.

Siamo tutti sicuri che per aiutare un paese in crisi bisogna sicuramente multarlo.

Sarcasmo a parte la notizia potrebbe essere confermata il 5 giugno.

A questo punto, quale sarà futuro dell’Italia lo deciderà il Comitato economico e finanziario dei 28 paesi UE.

Secondo le voci giunte da Bruxelles non ci sarebbe più alcun dubbio sull’avvio del procedimento.

Infatti, la scorsa settimana l’Italia ha dovuto chiarire i motivi che hanno impedito la discesa del deficit. Alla risposta di Tria quindi seguirà una lettera da parte di Bruxelles.

Questa rappresenta probabilmente ma non sicuramente il primo passo della procedura di infrazione prevista per il Bel Paese.

Qual è la regola del deficit del 3%

Dopo aver accennato alle problematiche di quale sarà il futuro ormai certo dell’Italia, trattiamo della regola violata.

Si sente spesso parlare infatti di questa limiti sul deficit, ma quanti sanno davvero il proprio significato?

Quando veniamo multati per l’alta velocità in una strada qualsiasi, ci preme sapere a quale velocità andavamo.

Ora quindi, sapendo quale sarà il futuro dell’Italia, è bene informarsi su questo parametro:

  1. avere un rapporto negativo tra entrate e uscite significa che lo Stato spende più di quanto non incassi;
  2.  quindi deve fare debito pubblico per poter finanziare la propria spesa;
  3. In questo caso si parla di deficit.
  4. al contrario, un rapporto positivo significa che lo Stato incassa più di quanto spende.
  5. in questo caso si parla di surplus.

 

Quanti altri paesi avrebbero dovuto subire una procedura di infrazione negli ultimi 5 anni?

Passiamo dunque ora a fare l’avvocato del diavolo:

  • nel 2018 solo Cipro ha violato il parametro;
  • nel 2017 lo ha violato, e di poco, solo la Spagna (-3,1%) e il Portogallo si è fermato al limite (-3%);
  • nel 2016 troviamo fuori dai parametri ancora la Spagna (-4,5%) e la Francia (-3,5%);
  • nel 2015 Spagna (-5,3%) e Francia (-3,6%), Grecia (-5,6%), la Croazia (-3,2%), il Regno Unito (-4,2%) e il Portogallo (-4,4%).
  • nel 2014 Belgio (-3,1%), Bulgaria (-5,5%), Irlanda (-3,6%), Grecia (-3,6%), Spagna (-6%), Francia (-3,9), Croazia (5,1%), Cipro (-9%), Polonia (-3,7%), Portogallo (-7,2%), Slovenia (-5,5%), Finlandia (-3,2%) e Regno Unito (-5,3%).

In ogni caso possiamo dire che, negli ultimi cinque anni, poco meno della metà degli Stati membri Ue (13 su 28) hanno violato il tetto del 3% al rapporto deficit/Pil.

Chi sforerà quest’anno? Secondo le previsioni la Romania (-3,5%) e la Francia (-3,1%).

Quale sarà il futuro dell’Italia, signori non sarò io a dirvelo. Cosa rischia l’Italia potete leggerlo qui.

Di sicuro possiamo analizzare il passato, e quello che sappiamo è che le procedure di infrazione non sono state 13.

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27 Maggio 2019
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Si è tanto parlato di queste elezioni, dunque è il momento di capire come siano andate.

Il risultato delle Europee può essere appunto indicatore anche dell’attuale situazione politica italiana.

Infatti, sono solito chiamare quello attuale un governo “misto” composto da due maggioranze diverse.

Spero ricordiate le vicessitudini che hanno accompagnato le elezioni l’anno precedente.

Posto questo articolo perché possa rinfrescare le nostre memorie.

Dunque, il risultato è stato chiaro fin da ieri notte, quando lo spoglio ha avuto inizio:

  • circa 8,7 milioni di elettori ha votato la Lega guidata da Matteo Salvini, che ha ottenuto il 34,27% dei voti.
  • con il 22,73% il Partito Democratico;
  • il M5s perde consensi ottenendo solamente il 17,07%;
  • Seguono Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Gli altri Partiti non sono riusciti a superare la soglia del 4% prevista per poter entrare al Parlamento europeo.

Andiamo dunque ad analizzare quali sono state le preferenze europee e non solo nazionali.

Il gruppo che ha preso più voti a livello europeo è quello dei Popolari (179 seggi), seguito dai Socialisti (150 seggi) e dai Liberali (107 seggi).

A giudicare le prime apparenze sembrava esserci inizialmente un’affluenza record alle urne.

Tuttavia, in tutta la Penisola l’affluenza è stata in calo.

Alle 23:00 di ieri si è attestata un’affluenza del 56,10%, mentre alle precedenti elezioni – nel 2014 – era stata del 58,69%.

Che dire, potremo sapere cosa ci aspetta solamente guardando i prossimi mesi.

Solo una cosa è chiara, che la divisione interna al nostro governo è profonda.

Bisogna ora chiedersi come reagiranno Salvini e Di Maio a questi risultati?

Inevitabile per alcuni, non detto per altri ma le spaccature interne potrebbero accentuarsi.


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Negli articoli precedenti abbiamo trattato di pianificazione finanziaria olistica e del nostro approccio filosofico.

Dunque, è venuto il momento di parlare del processo di pianificazione finanziaria olistica.
Infatti, è giusto che il cliente sappia che quello dell’approccio olistico non è solo qualcosa di nebuloso che non trova applicazione nella realtà.
È piuttosto qualcosa di molto più pragmatico di quanto sembri.

Il nostro processo di pianificazione finanziaria olistica:

  • Stabilire e definire la relazione cliente-consulente.

Spieghiamo e documentiamo chiaramente i servizi che vengono forniti e definiamo sia le tue sia le nostre responsabilità.
È fondamentale infatti che il cliente si senta parte del processo decisionale.
Noi non vogliamo che la decisione sia delegata al consulente trasformandolo da mero professionista a coach al servizio del cliente.
Quindi il cliente ascolta il consiglio relativo alla sua situazione economica e finanziaria, la comprende e infine decide.
Spieghiamo pienamente come saremo pagati. Concorderemo con voi lo scopo della nostra relazione professionale. In seguito si stabilirà come verranno prese le decisioni.

  • Raccolta dei dati del cliente, inclusi gli obiettivi.

Chiederemo informazioni sulla tua situazione finanziaria.
Lavoreremo insieme per definire reciprocamente i tuoi obiettivi personali e finanziari.

Bisognerà capire periodo di tempo per raggiungere i risultati.

Infine si discuterà sulla propensione al rischio.

Raccoglieremo tutti i documenti necessari e le informazioni critiche prima di erogare il consiglio che ti serve.

  • Analizzando e valutando il tuo stato finanziario.

Analizzeremo le informazioni per valutare la tua situazione attuale e determinare cosa bisogna fare per raggiungere gli obiettivi.
Ricordiamo che noi adottiamo una filosofia di lavoro Goal Based.

Questo sistema si basa sul raggiungimento degli obiettivi concordanti con la performance finanziaria.
A seconda dei servizi richiesti, potremmo includere analisi su:

  1. attività, passività e flusso di cassa;
  2. coperture assicurative correnti;
  3. investimenti;
  4. strategie fiscali;
  5. piani immobiliari.
  • Sviluppare e presentare raccomandazioni e / o alternative per la pianificazione finanziaria.

Offriamo consigli di pianificazione finanziaria per indirizzare i tuoi obiettivi, in base alle informazioni fornite.
Esaminiamo le raccomandazioni con te perchè aiutiamo i clienti a prendere decisioni informate.

Ascoltiamo il feedback e rivediamo le raccomandazioni come appropriato.

  • Attuazione delle raccomandazioni sulla pianificazione finanziaria.

Le raccomandazioni verranno eseguite attraverso la modalità concordata precedentemente.

Se necessario, coordineremo il processo con altri professionisti come avvocati o contabili.

Continueremo a monitorare i tuoi progressi verso i tuoi obiettivi.
Segnaleremo periodicamente al cliente le variazioni necessarie al raggiungimento dello scopo. Rivedremo la sua situazione e regoleremo consigli e raccomandazioni, man mano che la vita del cliente cambierà o si modificheranno le condizioni di mercato.

Che la collaborazione cominci!

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17 Aprile 2019
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Cos’è la pianificazione finanziaria olistica?

Abbiamo già parlato della finanza olistica in articoli precedenti, quindi daremo ora un breve significato giusto per fare il punto della situazione.

Dunque, la pianificazione finanziaria è in genere inteso come il processo che permette il raggiungimento di un obiettivo finanziario.

Tuttavia, questo in genere è quel processo che viene insegnato dal sistema finanziario e che lavora bene solo per quest’ultimo:

  • FARE SOLDI CON I SOLDI!

Con pianificazione finanziaria olistica s’intende invece, il processo che permette di perseguire i tuoi obiettivi di VITA.

Di conseguenza, si esce dalla dimensione finanziaria classica enunciata sopra.

Alcuni esempi di obiettivi di vita possono essere:

  • l’acquisto di una casa;
  • il risparmio per l’istruzione dei figli;
  • la pianificazione per la pensione o l’eredità.

Dunque, una sintesi del processo di pianificazione finanziaria olistica è:

  • la raccolta di informazioni finanziarie rilevanti;
  • l’impostazione degli obiettivi di vita;
  • l’esame delle risorse attuali;
  • lo sviluppo di un piano per farti lavorare verso i tuoi obiettivi, data la tua situazione attuale e i piani futuri.

I vantaggi della pianificazione finanziaria olistica:

La pianificazione finanziaria olistica fornisce una direzione e un significato alle azioni che vengono messe in atto in ambito finanziario.

Infatti, ti permette di capire come una decisione finanziaria che fai influisce su altre aree della tua vita.

Ricordando l’esempio dell’aereo fatto nell’articolo precedente, la finanza olistica osserva ogni decisione finanziaria come parte di un intero.

Quindi, possiamo considerare che ogni decisione presa sul mercato abbia degli effetti a breve e lungo termine sui tuoi obiettivi di vita.

Consulente finanziario: come lo intendiamo noi

Un consulente finanziario è una persona che utilizza il processo di pianificazione finanziaria.

Infatti, step by step ti aiuta a implementare strategie volte a raggiungere i tuoi obiettivi di vita.

Questo può dare una visione d’insieme della tua situazione finanziaria e fare raccomandazioni ad hoc per il cliente.

Dunque, tutto parte dalle analisi delle vostre esigenze, compresi:

  • il budget e il risparmio;
  • le tasse;
  • gli investimenti;
  • l’assicurazione;
  • la successione;
  • la pianificazione previdenziale.

Quindi, il consulente può lavorare con te su un singolo aspetto finanziario ma sempre nel contesto della tua situazione generale.

In conclusione, è questo approccio agli obiettivi di vita che contraddistingue il consulente finanziario indipendente che adotta un modello olistico.

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La filosofia dietro a qualcosa è spesso molto celata, e ancora più spesso considerata di secondaria importanza.

Ci preoccupiamo di prodotti finanziari, di strategie di investimento e via discorrendo. Tutto questo però senza chiederci effettivamente quale filosofia stia alla base di queste scelte.

Sicuramente è vero che il lato concreto è ciò che permette di raggiungere un obiettivo. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il risultato è frutto di un momento non precedente, ma primordiale.

Il risultato della partita di tennis (o di qualsiasi sport) non sarebbe raggiunto senza allenamento. Dimentichiamo però, che senza la filosofia e la testa dell’atleta quell’allenamento non esisterebbe nemmeno.

In questo momento vengono utilizzate filosofie e le idee senza cui il risultato non sarebbe possibile.

Negli articoli precedenti abbiamo parlato di argomenti molto concreti come le azioni, le obbligazioni e i fondi.

Oggi invece parleremo di filosofia. Infatti, vogliamo davvero trovarci un titolo in portafoglio senza sapere il vero motivo per cui lo deteniamo?

Filosofia olistica

L’olismo è una filosofia che Tutela del Risparmio usa nel suo metodo di lavoro.

Ci piace partire sempre dalle definizioni. L’olismo è quindi la dottrina secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto.

Detto così sembra difficile quindi adesso semplifichiamo il concetto con un esempio.

Prendendo in considerazione un aereo non possiamo spiegarci come questo possa volare considerando i suoi componenti a comparti stagni.

Il bullone non può volare così come qualsiasi altro componente. Quindi non ha come intrinseco la capacità stessa di sapere volare.

Tuttavia, l’insieme di questi composti permette all’aereo di decollare e di conseguenza di volare. Sì, ma dove risiede il “più della somma delle parti di cui è composto”?

Semplice! Il composto aereo di fatti è un insieme di componenti che non possono volare. Il quid in più appunto risiede nel potere volare.

L’olismo viene quindi considerato in molte discipline da quelle umaniste a quelle economiche.

La finanza olistica cambia la filosofia di lavoro e di approccio con il cliente. Infatti, se il mondo finanziario classico:

  • l’istituzione finanziaria è un colosso l’investitore è una goccia d’acqua;
  • presenza di forte asimmetria informativa;
  • ciò che interessa davvero è il rischio e il rendimento.

La finanza olistica

Nel modo di lavorare di Tutela del Risparmio non c’è un rapporto professionista e cliente classico.

Il modo di porsi infatti si avvicina a quello di un coach che cerca di accompagnare il cliente nelle sue scelte.

Non è quindi il classico rapporto “fai così perché te lo dico io”.

Il rendimento è solo una conseguenza del lavoro svolto con il cliente. Badare bene al “con” il cliente e non “per” il cliente.

Questo è il nocciolo duro della nostra filosofia. Abbracciare a 365 gradi interessi, obbiettivi e target del cliente per migliorare la qualità della sua vita.

Un etf performante in sé non dà un valore aggiunto alla vita del cliente, così come una performance a sé stante.

Infatti, il vero fondamento del pensiero è che il lavoro del Consulente Finanziario Indipendente non possa ridursi al mero aumento di capitale in portafoglio.

Ma abbraccia tutta una serie di branche della vita come aspirazioni, relazioni, sicurezza emotiva, stabilità familiari, salute e autosufficienza in cui il danaro è un mezzo e non un fine.

Infatti, è davvero indispensabile avere un rendimento a doppio zero quando non ho previsto che potrei avere bisogno di qualcuno che badi a me se non fossi autosufficiente?

Ho davvero bisogno di una super performance, facendomi carico di un alto rischio, quando posso limitare le perdite e fare la vacanza desiderata da una vita?

Questo è l’olismo di Tutela del Risparmio:

  • si prende la vita a 365 gradi del cliente e la si analizza nel profondo personale;
  • si utilizza il mezzo finanziario e la strategia migliore per permettere ai suoi sogni di concretizzarsi.

Questo è quello in cui crediamo.


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Abbiamo ormai trattato la maggioranza degli strumenti base che chi si affaccia al mercato deve conoscere.

Trattate infatti le azioni e le obbligazioni, ora è il momento di introdurre i fondi comuni di investimento.

I fondi comuni di investimento e le loro caratteristiche

I fondi comuni sono strumenti di investimento, gestiti dalle società di gestione del risparmio chiamate con l’acronimo SGR.

Il loro obiettivo è quello di raccogliere quante più quote possibili, e creare valore attraverso la propria gestione attraverso il patrimonio convogliato.

A differenza di altri strumenti come obbligazioni e azioni, dove le quote sono unitarie, in questo caso possono essere presenti quote con valori decimali.

Esistono poi forme alternative attraverso cui questa attività viene fatta:

  • SICAV;
  • SICAF.

SICAV significa società di investimento a capitale variabile mentre la SICAF è a capitale fisso, riservano una caratteristica diversa rispetto ai fondi tradizionali.

Infatti, nei fondi tradizionali il fondo comune è un fondo a sé stante costituito attraverso le quote versate dai sottoscrittori.

Le sicav e sicaf invece, sono vere e proprie società dove i sottoscrittori diventano soci con tutti i relativi diritti.

Esistono diverse tipologie di fondo ma la distinzione fondamentale è quella tra:

  • fondi aperti: questi consentono la sottoscrizione o il rimborso della quota in qualsiasi momento.
  • fondi chiusi: che consentono di sottoscrivere le quote o di rimborsarle solamente in date predeterminate. In genere il periodo di sottoscrizione è antecedente al periodo di attività di investimento. Il rimborso invece è spesso uguale alla scadenza del fondo. Proprio per i motivi appena trattati spesso questa tipologia di fondi sono destinati a investimenti di lungo periodo poiché illiquidi. Quando uno strumento viene detto illiquido o sottile, significa che è poco scambiato nel mercato e spesso è difficile trovare una controparte.

Nel prossimo articolo dunque, tratteremo nello specifico i vantaggi egli svantaggi, perchè troppo spesso non creano valore ma lo perdono.

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In questo articolo tratteremo delle analisi delle azioni.

Infatti, nello scorso articolo abbiamo accennato appena a che cosa siano i titoli azionari.

Negli articoli ancora precedenti abbiamo analizzato invece i titoli di capitale ovvero le obbligazioni, senza dimenticare tutto il discorso del rischio.

Ricordiamo infatti che l’attività di investimento è soggetta a fattori di rischio.

Analisi delle azioni: interesse nell’azienda.

Se abbiamo letto attentamente i precedenti articoli abbiamo capito che le azioni non sono titoli di debito ma titoli di capitale.

Quindi il rendimento dei titoli azionari è intrinsecamente legato a “quanto fa bene l’azienda” ovvero la sua capacità di creare valore.

La capacità di creare valore può essere vista sotto molto punti di vista.

Questa può essere collegata agli Stakeholder: ovvero coloro che hanno un interesse nell’azienda.

Fornitori, azionisti, manager, operai, clienti, etc, sono tutti coloro che hanno interesse per un’azienda.

Il nome deriva dall’inglese infatti “to stake” significa scommettere e “holder” è colui che tiene.

In un certo senso si può affermare che questi scommettono nell’azienda, sono infatti tutti quanti legati ad essa, tutti si fanno carico del rischio per avere vantaggi.

Creare quindi valore per un operaio può essere diverso che crearlo per un cliente. Ad esempio, un aumento di paga giova ai primi ma può incidere negativamente sul prezzo e quindi sui secondi.

Gli azionisti sono particolari Stakeholder che vengono chiamati shareholder. Il nome deriva appunto dall’inglese infatti “share” significa azione.

I fattori che influenzano l’andamento del valore delle azioni.

Nello specifico dunque i fattori che possono influenzare l’andamento di un titolo azionario sono:

  • andamento dei risultati dell’impresa. Se chiaramente l’azienda è performante sicuramente il suo valore di mercato è destinato ad aumentare;
  • aspettative sulla sua performance futura. Relativamente a questo fattore è nota una frase per gli investitori che sostengono che sul mercato “si acquistano speranze e si vendono certezze”. Una compagnia lancia un nuovo prodotto e per gli investitori vi è la presunzione che questo sia un buon prodotto. Gli investitori potranno decidere di incrementare i titoli in portafoglio. In realtà stanno acquistano la speranza che questo prodotto venga accolto bene dal mercato. Se questo prodotto non venisse accolto bene, le azioni perderanno di prezzo a quel punto gli investitori potrebbero prendere due decisioni:
  • vendere le azioni a un prezzo certo e probabilmente inferiore a quello d’acquisto;
  • tenerle ed avere ancora speranza che salgano di prezzo.
  • prospettive di crescita del settore in cui l’azienda opera. Se il settore cresce crescono le aziende del settore. Viene inventato un nuovo prodotto che ha molto successo, tutti lo vogliono, tutti acquistano da tutte le imprese. Infondo se le imprese di quel settore vanno bene, il settore non può fare altro che andare bene.
  • andamento dell’economia in generale.

Le principali tipologie di analisi delle azioni

A questo punto possiamo parlare delle tipologie di analisi delle azioni:

  • analisi fondamentale: fondata sulla stima del valore delle azioni attraverso lo studio delle relazioni tra grandezze economiche connesse alla situazione della società emittente. Quindi è chiaro che questa tipologia di analisi tiene molte considerazioni dei fattori accennati nel paragrafo precedente. L’investitore quindi sarà informato e seguirà tutti gli appuntamenti legati a quell’azienda, a quel settore, all’economia delle nazioni in cui opera e perfino globali.;
  • analisi tecnica: si basa sullo studio dell’andamento del prezzo. Questo genere di analisi è grafica e tende a dimenticarsi delle notizie. In questo tipo di analisi non si prende in considerazione perché il prezzo di un titolo cambi nel tempo, ma come cambia.